Il motore di Scandendo
versione 5
Legge il verso, poi il corpus; dove il testo è ambiguo, lascia decidere a chi studia.
EfestionEngine® è il motore che analizza i testi in Scandendo: ricostruisce la catena sonora di ogni verso, ne calcola le quantità, la confronta con un catalogo di schemi metrici e restituisce la scansione con l'ictus di ogni sillaba. Nato per il greco antico, dalla versione 5 ha un motore gemello per il latino, aperto in versione di prova. Non è un solo algoritmo, ma un insieme di risolutori che lavorano prima sul singolo verso e poi sull'insieme del testo, perché in metrica il contesto decide quanto la fonetica.
Fonetica. Prima di contare, il motore ascolta: gestisce elisione, aferesi, sinafia, sinizesi e il comportamento delle mutae cum liquidis, e applica correzioni etimologiche da dizionario. La correptio epica è applicata a fine parola già nel primo passaggio, per ridurre i falsi positivi; il vincolo cade nel passaggio contestuale.
Prima il metro, poi l'universo sillabico. Per ogni schema del catalogo il motore prova le letture possibili del verso: senza sinizesi e con le sinizesi ammesse. L'ordine conta: nella versione precedente si procedeva al contrario, e una sinizesi poteva far vincere un metro di bassa priorità su uno di alta. Le quantità sono calcolate una volta sola per ciascun universo sillabico.
Tre regimi di risoluzione. Il risolutore standard, a backtracking con punteggio, serve 111 schemi. Il risolutore docmiaco conosce le 38 forme del docmio attico della tavola di Gentili–Lomiento e segnala, senza rifiutare il verso, le eccezioni alla norma di Weil, che è una tendenza. Il risolutore dei kat'enóplion-epitriti usa l'epitrito di Gentili–Lomiento e cambia struttura secondo la chiave metrica del verso.
Battuta. Riconosciuto lo schema, ogni sillaba riceve la sua funzione ritmica —battere (tesi) o levare (arsi). Questa mappa alimenta la riproduzione con ictus dinamico e Melopoiia.
Su un singolo verso i passaggi sono quattro, in ordine: standard, contestuale, metro compagno, permissivo. Gli ultimi tre si attivano solo quando il corpus li giustifica.
L'analisi del singolo verso è il primo livello. Quando riceve un testo intero — un'ode, una scena, una parodo — il motore smette di leggere verso per verso e comincia ad ascoltare l'insieme.
Colometria. Se le righe sono corte — in media sotto le 9 sillabe con almeno il 30 % non riconosciute, o sotto le 7,5 — il motore prova a ricomporre i versi unendo da una a cinque righe adiacenti, col gruppo minimo che dà un metro. Così si incollano edizioni colometriche come West, Gentili-Lomiento, Diggle, Snell-Maehler senza pulizia manuale.
Distico elegiaco e metro dominante. Dopo il primo passaggio, il motore verifica se il corpus alterna esametro ed elegiaco, oppure se un metro ricorre in almeno il 65 % delle righe, con un minimo di dieci. Se il segnale è forte, la rilettura si adatta a quel metro.
Regole contestuali. Sette regole che non entrano mai nella scansione ordinaria, ma servono in un corpus omogeneo: gli esametri «zoppi» come li definiscono Gentili–Lomiento (akephalos, primo piede giambo; lagaros, secondo piede trocheo; meiouros, ultimo piede pirrichio), tre anomalie che sono solo apparenti (prokephalos,dolichouros, prokoilios), e lo spondeo nelle sedi pari del trimetro giambico.
Metri compagni. Tre schemi che non compaiono mai da soli, ma solo accanto a un metro dominante, e vengono tentati solo quando il corpus li abilita: accanto al docmio l'ipodocmio; accanto al dimetro ionico il monometro ionico a minore; accanto al gliconeo, all'ipponatteo e all'asclepiadeo minore il reiziano, nelle cinque forme di Gentili–Lomiento. Nella versione precedente il reiziano era uno schema ordinario, e dava falsi positivi fuori contesto.
Passaggio permissivo. Se la coerenza del corpus raggiunge il 90 % (l'80 % nel distico), i versi ancora non riconosciuti vengono riletti con tutte le quantità ad ancipite: è lo schema dominante, e solo lui, a decidere sillaba per sillaba.
Lettura strofica. Tentata a ogni uscita: riconosce l'eupolideo e il cratineo dalla loro coda fissa, il lecizio o l'aristofaneo (Gentili – Lomiento §§ 195-196).
Le edizioni critiche hanno una struttura tipografica precisa: nomi di personaggio, numerazione a margine, annotazioni redazionali. Un parser ingenuo tratterebbe tutto questo come testo da scandire. Prima di avviare l'analisi, il motore riconosce e rimuove le convenzioni editoriali.
Nomi di personaggio. Le maiuscole greche seguite da spazi in apertura di riga (ΚΗ. verso) sono riconosciute come indicazione di battuta e tolte.
Numeri di verso. In apertura (774 …, (774) …, [774] …) o in chiusura (… (43)) vengono rimossi.
Etichette redazionali. Le sigle di tipo @1, @2 vengono tolte prima della sillabazione.
Si può copiare un brano direttamente da un'edizione e incollarlo nella scansione, senza pulizia preventiva.
La versione 5 riconosce 125 metri della metrica greca: 121 schemi primari, tentati su ogni verso; 3 metri compagni, tentati solo accanto al loro metro dominante; e l'eupolideo, riconosciuto dal passaggio strofico sull'intero corpus. La resa dello spondeo è distinta per sette famiglie ritmiche: dattilica, giambica, trocaica, anapestica, cretica, bacchiaca, ionica a maiore.
Le novità di questa versione: le varianti catalettiche e brachicatalettiche; i kat'enóplion-epitriti; prosodiaco, antispastico, sotadeo e gli ionici; gli schemi rari (ibiceo, nicarcheo, simiaco, filicio, cleomacheo, prassilleo); l'encomiologico e l'emiasclepiadeo; gli asinarteti (cirenaico, archebuleo, euripideo); i dattili eolici (Gentili – Lomiento § 6).
Per ogni metro il motore espone un prototipo ritmico — more, ictus, fine dei piedi — che alimenta la Biblioteca dei metri, e sa restituire in forma colometrica un verso o un intero corpus.
Il motore latino, aperto a tutti in versione di prova, riconosce 64 metri: l'esametro e il pentametro; i versi del teatro arcaico (senario giambico, settenari giambico, trocaico e anapestico, ottonari giambico, trocaico e anapestico, quaternari, coliambo); dimetri e paremiaco anapestici; cretici, bacchiaci, reiziani; gli ionici (a minore, sotadeo, galliambo); i lirici di Catullo e Orazio (falecio, saffico minore e maggiore, adonio, gliconeo, ferecrateo, priapeo, asclepiadei, alcaici, telesilleo, dodrans, ipponatteo, coriambico); il saturnio; i dattili eolici.
Le norme sono quelle proprie del latino: iato ammesso nei metri del teatro; correzione giambica; legge di Hermann-Lachmann trattata come penalità di punteggio e non come vincolo; ictus, cesure e dieresi per ciascun metro; metri compagni (il settenario giambico accanto al senario, all'ottonario e al settenario trocaico). Il riferimento è S. Boldrini, La prosodia e la metrica dei Romani, Carocci 2017.
247
versi riconosciuti finora dal motore
100,0% dei versi sottoposti
125
metri della metrica greca (121 schemi primari, 3 compagni, l'eupolideo)
64
metri della metrica latina
9
regole contestuali
7
metri con compagno
Il contatore è vivo: conta i versi riconosciuti da tutte le scansioni fatte sul sito.
Dove il verso è ambiguo il motore non forza l'incastro: lascia la decisione a chi studia. Una scansione automatica vale quanto la sua onestà — meglio un verso lasciato aperto che un verso chiuso male.